La macchina amministrativa

Per un Comune amico

La città di Quartu Sant’Elena da decenni soffre la difficoltà di relazionarsi efficacemente con i propri cittadini. Le nuove tecnologie hanno colmato solo in parte procedure obsolete che, in alcuni casi, non garantiscono neanche la corretta trasparenza.
Una struttura col personale ridotto, rispetto ad altri comuni di pari dimensioni, affronta difficoltà organizzative dettate anche dalla molteplicità di strutture fisiche che non permettono sicuramente una semplice fruizione dei servizi.
Le nuove disposizioni sul controllo e sulla performance, le disposizioni normative per garantire il distanziamento interpersonale hanno bisogno di una flessibilità e di una disponibilità mai attuata prima.

Noi riteniamo strategico attuare la riorganizzazione dei servizi in funzione delle esigenze di operatività, della dislocazione delle postazioni di lavoro, per assicurare l’accesso al pubblico in condizioni di sicurezza. Alla luce dell’esperienza di questi mesi occorre individuare e disciplinare le attività amministrative e gestionali che possono essere eseguite con il lavoro agile (smart working) e delocalizzare, almeno in parte, le attività assegnate, senza che sia necessaria la costante presenza fisica nella sede di lavoro;

I cittadini e le cittadine devono avere un rapporto più agile con la macchina amministrativa: meno burocrazia, più informatizzazione, orari di apertura degli uffici più adatti alle nuove esigenze delle famiglie e dei lavoratori.
È necessario avere un rapporto di collaborazione positivo con i dipendenti comunali, motore vero della macchina amministrativa, garantendo loro il giusto riconoscimento al lavoro svolto con progressioni e premialità tramite nuove risorse e formazione.
Il nostro programma prevede di attivare assemblee di cittadini e di cittadine che pervengano a pareri su problemi chiave della città, soprattutto quando la politica trova difficoltà a mettere in atto soluzioni coraggiose.

Un’attenzione particolare va rivolta alle politiche di Bilancio e all’organizzazione delle disponibilità finanziarie tra i vari settori dell’amministrazione. Occorre avviare il Bilancio partecipato e prevedere, come forma partecipativa per ciascun quartiere, la possibilità di definire delle scelte di spesa, come priorità progettuale o come intervento.

Qualsiasi Amministrazione non potrà realizzare il suo programma in tempi certi e accettabili se non ha disposizione una struttura funzionante e adeguatamente strutturata.

Com’è noto, la pianta organica del Comune di Quartu Sant’Elena risulta essere ampiamente sottodimensionata e si può stimare manchino almeno 250 figure di vario livello per via del blocco delle assunzioni e l’elevato numero di pensionamenti avuti negli ultimi anni. Risulta fondamentale sfruttare quanto previsto nel D.L. n. 34/2019 e s.m.i ed in particolare l’art. 33, comma 2 che ha introdotto una modifica sostanziale della disciplina relativa alle facoltà assunzionali dei Comuni, prevedendo il superamento delle attuali regole fondate sul turn-over e l’introduzione di un sistema più flessibile, basato sulla sostenibilità finanziaria della spesa del personale.

Vi sono poi una serie di problemi:

  • l’elevata età media del personale che porta alla mancanza di profili adeguati alle nuove tecnologie;
  • l’avanzamento di livello che si è avuto nel tempo del personale, unito alla mancanza di assunzioni, fa si manchino i livelli centrali, quelli generalmente più “operativi”;
  • il cantiere comunale è passato in poco più di dieci anni da oltre ottanta ad una decina di operai;
  • all’interno dei settori, che sono tutti multidisciplinari, mancano le posizioni organizzative che consentirebbero un maggior impulso ed un miglior controllo dell’operato.

Sarebbe inoltre opportuno suddividere il personale in tre macro-aree di appartenenza “tecnica” “amministrativa” “legale” con un dirigente a capo di ciascuna.

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