Ambiente

Per una città sostenibile

Il tema ambientale è da tempo all’ordine del giorno delle agende politiche in tutto il mondo (fatta eccezione per i "negazionisti" alla Trump e Bolsonaro) ed è ormai declinato come tema di primaria importanza anche in ambito locale. Il territorio di Quartu Sant'Elena non fa eccezione, anzi è un esempio di come, senza l'attenzione alla salvaguardia dei biotopi, al risanamento ambientale e alla sostenibilità complessiva, la città intera sia destinata sempre più al degrado e all'invivibilità.
Sebbene Quartu sia dotata di risorse ambientali variegate, di cui alcune di assoluto pregio come le aree umide riconosciute in ambito internazionale dalla Convenzione di Ramsar, la situazione ambientale della nostra città si trova in condizioni di elevata criticità a causa delle modalità di espansione selvaggia sperimentate negli ultimi 60 anni. In particolare, tali modalità hanno accentuato il rischio idrogeologico e il caos del traffico cittadino, senza portare alcun vantaggio al territorio, ma anzi hanno contribuito a sottrarre alla natura e alla fruizione umana le aree di suolo più pregiate, sia in città che nelle aree di espansione lottizzate con la logica della privatizzazione selvaggia.
Per migliorare la situazione non servono interventi tampone e non basta una migliore manutenzione della città - cosa comunque necessaria - ma occorre avviare una vera e propria rivoluzione urbana, un cambio di paradigma radicale che metta al primo posto le esigenze collettive, da considerare prevalenti sugli interessi privati, mirando alla vivibilità, al recupero della socialità, alla salute dei cittadini e di tutto l'ecosistema, che a Quartu comprende un concentrato di biotopi e di siti naturali di assoluto valore, trascurati spesso e gestiti in modo sbagliato quasi sempre.

Nel nostro programma individuiamo le seguenti direttrici principali, sulle quali puntare per realizzare la rivoluzione ecologica a Quartu S. Elena:

  • Sviluppare la mobilità sostenibile che metta sullo stesso piano le esigenze di vivibilità e di socialità con quelle della produzione e del commercio, diminuendo progressivamente le auto in sosta dalle strade e limitando il traffico selvaggio, garantendo a tutti gli abitanti gli spazi necessari per la vita all'aperto e la socializzazione.
  • Collegare in modo armonico e funzionale la città e i suoi cittadini al territorio circostante, comprendente non solo l'area della città metropolitana ma l'intero ambito rurale comunale, dai monti al mare.
  • Riqualificare gli spazi abitativi e aumentare la disponibilità di spazi pubblici per una migliore vivibilità; risanamento, recupero e valorizzazione degli elementi urbanistici e ambientali di pregio.
  • Rinaturalizzare progressivamente il territorio urbanizzato, con una politica intelligente del verde pubblico e privato, ricreando dove possibile l'armonia uomo-ambiente (vedi capitolo Territorio e riqualificazione urbana).
  • Favorire un’economia integrata, sana e sostenibile, incentivando e armonizzando i saperi della tradizione con i servizi avanzati, un’amministrazione agile e volta al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini, l’artigianato di qualità, il turismo culturale e ambientale, l’agricoltura biologica, le energie pulite (vedi capitoli Sviluppo e Turismo).
  • Incrementare gli spazi verdi pubblici con un piano dettagliato del verde e degli alberi, prevedendo incentivi al verde anche privato, e alla reazione di orti urbani.
  • Creare collegamenti col territorio circostante con percorsi attrezzati e segnalati per trekking, bici, a cavallo, canoa negli specchi lacustri, individuando gli ambiti da valorizzare, curati e attrezzati con punti di sosta con servizi di informazione e ristoro, noleggio e manutenzione mezzi e promozione sportiva, escursionistica e turistica, quali, ad esempio: Simbirizzi, 7 fratelli, Serpeddí, e lungo tutti i 26 km di costa, dal Poetto di Quartu a Margine rosso, Flumini, Foxi, Capitana, con una viabilità da rivedere.

In particolare, promuoviamo lo sviluppo sostenibile del Parco Naturale Regionale del Molentargius Saline attraverso l’attivazione di economie agricole, turistiche, dell’estrazione non invasiva del sale e del comparto didattico delle visite guidate, con l’ausilio di nuove tecnologie digitali, di merchandising, di social web marketing, secondo una concezione che veda il Parco non come una qualsiasi area verde urbana, ma come un tesoro ambientale che ci invidiano all’esterno. Negli oltre 15 anni di attività del Parco sono stati fatti passi in avanti nel recupero ambientale e nella fruizione, specie ad uso dei residenti. All’interno della cornice della salvaguardia e tutela attiva degli ambienti, noi auspichiamo un salto di qualità nell’infrastrutturazione leggera del Parco, con la sistemazione degli accessi al Parco (Via Don Giordi) oggi non degni di una città come la nostra, l’apertura di nuovi itinerari nella parte quartese per creare collegamenti coi quartieri e affezione da parte dei residenti. In particolare, il lato di Via Fiume è tagliato fuori dall’accesso al Parco; raccogliendo le istanze degli abitanti, noi proponiamo la sua apertura, anche stagionale, per non interferire con la nidificazione di specie rare. Il Parco del Molentargius è per noi non un oggetto della nostra offerta territoriale, ma un tratto peculiare della nostra identità territoriale orientata allo sviluppo sostenibile. Senza questa connotazione portante della sostenibilità - che nel programma decliniamo in tutte le attività proposte - la nostra città è destinata al progressivo declino della sua vivibilità.

I parchi cittadini necessitano di essere valorizzati e resi fruibili, sia nell’orario di apertura che nell’accessibilità. In particolare, i parchi cittadini meritano di essere rivalorizzati per una migliore fruibilità sia nella loro funzione di verde pubblico, sia nella loro funzione di luogo di aggregazione per piccole manifestazioni culturali/musicali e simili (per esempio, al Parco Matteotti è già presente una sorta di teatrino) che potrebbero assumere un carattere di periodicità. Riteniamo che i parchi cittadini debbano essere luoghi illuminati, puliti (caratterizzati da una coerente dotazione di cestini e lampioni) e controllati (onde evitare che il modello di aggregazione rappresenti un incentivo al degrado). Non devono mancare servizi adeguati e percorsi didattici su ambiente, ecosistema e sostenibilità sempre a disposizione per attività e giochi all’aperto, permettendo anche ai cittadini e alle cittadine di prendersi cura del bene comune.

In accordo con gli enti forestali, attuiamo il rinnovo e l’incremento degli spazi verdi nel territorio comunale. A tale proposito, la nostra Giunta comunale si impegnerà a dare attuazione ed ampliare la legge n. 10 del 24 Gennaio 2013, che ha l'obiettivo di perseguire, attraverso la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell'aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani. In particolare, all'art. 2 della suindicata legge che impegna i Comuni con più di 15.000 abitanti a piantare un albero per ogni neonato residente o minore adottato, la nostra Giunta si impegnerà ad ampliare la popolazione di riferimento da ogni bambino nato o adottato nel comune di Quartu Sant’Elena ad ogni minore di età compresa tra zero e 18 anni, nato da genitori residenti a Quartu o da essi adottato.

Sul tema del verde pubblico adottiamo i “Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde” così come delineato anche nel D.M. Ambiente 10 marzo 2020. In particolare, a difesa del verde pubblico la nostra Giunta si impegna a rispettare il regolamento comunale per il verde pubblico che impone criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico tali che chi effettua le operazioni di gestione del verde pubblico deve “evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione”, intendendo per “capitozzatura” il “drastico raccorciamento del tronco o delle branche primarie (sbrancatura) fino ad arrivare in prossimità di questi ultimi. Tutti i criteri ambientali minimi (CAM), poi, saranno improntati alla salvaguardia della fauna selvatica: “le attività di manutenzione, soprattutto dei parchi suburbani e di aree a forte valenza ambientale, devono essere eseguite creando il minore disturbo e danno alla fauna presente nell’area”. A tale proposito quindi, la Giunta si impegnerà a sospendere i tagli e le potature di alberi, arbusti e siepi nel periodo della nidificazione (marzo – agosto), già vietati per legge (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.).

Noi vogliamo rafforzare i servizi per il benessere degli animali, realizzando spazi appositi all’aperto per quelli domestici, come aree cani, e recuperare azioni di accoglienza e adozione. La decisione dell’amministrazione uscente di privare Quartu di un suo canile comunale deve essere rivalutata alla luce delle esigenze e delle istanze dei cittadini quartesi che hanno invece richiesto la presenza di un canile in città per facilitare sia l’ingresso degli animali randagi, sia l’adozione degli stessi.

Il lago Simbirizzi, oggi considerato come un oggetto staccato della città, può essere valorizzato a fini di promozione turistica, sportiva e ambientale e meglio inserito nel contesto di recupero delle aree extraurbane che deturpano il territorio, il paesaggio e la salubrità dell’ambiente. In particolare, vogliamo realizzare un centro velico e metterlo a disposizione di associazioni sportive locali e favorire i percorsi ciclo-pedonali.

Tutela dell’ambiente significa anche una città più pulita nel suo complesso.
Questo obiettivo richiede di attrezzare la città con più punti di raccolta dei rifiuti in modo da evitare la sporcizia nelle strade e nei parchi pubblici, così come il proliferare di discariche abusive. A Quartu si è raggiunta la quota del 72% di differenziato: questo significa che il sistema nel suo complesso funziona; si tratta di aumentare i servizi, ad esempio raddoppiando i giorni di ritiro del secco non riciclabile e l’umido. Noi riteniamo che si debba attuare una conversione ecologica con un’attenta promozione non solo del riciclo, ma anche del riuso.

Una città più pulita non basta: occorre che sia anche più sicura. Per questo proponiamo di aumentare l’intensità di illuminazione specie nei quartieri più periferici e installare telecamere nei punti più critici. Vogliamo che la libera circolazione pedonale per le vie della città avvenga in condizioni di sicurezza per le cittadine e i cittadini e crediamo che questa possa aiutare nel processo di miglioramento della vivibilità e di riappropriazione degli spazi cittadini da parte di tutti noi residenti.

Noi siamo per la lotta all’inquinamento in ogni sua forma, dal controllo con telecamere di zone a rischio abbandono dei rifiuti al controllo del rumore e dei limiti acustici soprattutto in prossimità di aree residenziali. Un tema molto dibattuto riguarda l’inquinamento elettromagnetico. La nostra posizione è di adottare il “principio di precauzione” relativamente al posizionamento del 5G nel territorio quartese: sino a quando studi scientifici certificati e riconosciuti dalla classe medica non dimostrino che non c'è pericolosità per la comunità quartese, le antenne non dovranno essere installate.

Registro Comunale dei Tumori. “Il diritto alla salute è il diritto a vivere sani non il diritto ad essere curati”. La salute dell’ambiente va di pari in passo con la salute della collettività e del territorio. In collaborazione con l'ATS, le varie associazioni che si occupano di temi medici e quartesi direttamente coinvolti, vogliamo favorire l'istituzione di un registro comunale dei tumori, che confluirà, si spera nel breve periodo, nel registro regionale. Il Registro Comunale è di fondamentale importanza, oltre che per sondare la salute della popolazione anche per monitorare quella dell'ambiente dove si vive. Ad esempio, una forte incidenza di tumori all'apparato respiratorio in una zona del territorio quartese potrebbe condurre a una rilevazione di un’area della città inquinata e degradata sulla quale bisogna operare un intervento di bonifica.

Il nostro programma, attraverso il metodo partecipativo, chiama i cittadini a elaborare una strategia più articolata per rispondere all’emergenza ambientale, ma anche alla necessità di mobilità e di vivibilità. Oltre a un utilizzo delle energie rinnovabili, solare ed eolico per finalità pubbliche, è necessario creare e mettere in sicurezza i collegamenti ciclabili delle aree verso il litorale con il centro urbano, incentivandone l’utilizzo e rafforzando le relazioni tra gli insediamenti residenziali e i servizi distribuiti sul territorio. Promuoviamo una reale alternativa all’utilizzo dell’auto, soprattutto con riferimento al traffico locale, con lo scopo di migliorare la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti e di qualificare l’ambiente urbano e turistico con interventi visibilmente unitari e coordinati, installando appositi spazi per il parcheggio di bici e altri mezzi di mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, (ad esempio, monopattini, hoverboard, segway).

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