Sociale

Per una Comunità solidale

La città di Quartu, da troppo tempo, sta perdendo luoghi di incontro dove potersi riscoprire comunità: ciò di cui abbiamo bisogno sono centri di aggregazione, naturalmente per giovani e per anziani, ma non devono mancare spazi dedicati a tutti con attenzione alle famiglie. Dobbiamo sostenere i pochi esistenti e realizzare nuovi spazi di socializzazione, anche informali, dove poter ricreare la comunità. Il Teatro comunale, spazi di co-housing e di coworking, parchi, dopo-scuola, internet point, palestre, sale di incisione, aree pic-nic, spiagge, aree pedonali e piazze devono essere luogo di incontro e conoscenza che permettano a tutti, anche ai disabili, il libero accesso.

L’Asilo nido comunale e spazi adatti ai più piccoli devono, quanto prima, tornare ad essere tra le priorità, pensando a una città a misura di bambine e bambini.

La salute dei più giovani deve essere promossa nelle scuole di ogni grado, con progetti dedicati alle devianze giovanili e alle problematiche legate all’alimentazione con formazione specifica sulle principali azioni di soccorso e rianimazione come il Blsd. Nel territorio comunale di Quartu occorrono maggiori servizi sanitari di prossimità per i cittadini e le cittadine. La nostra città necessita di una Casa della salute, luogo dove poter svolgere attività educative e percorsi volti alla prevenzione ma anche realizzare un piccolo presidio di primo intervento.

L’Amministrazione deve presentare progetti, anche con fondi europei, finalizzati alla crescita del tessuto sociale coinvolgendo le scuole con specifica attenzione a percorsi contro la povertà educativa, la dispersione scolastica, il bullismo, il cyberbullismo, il rispetto delle diversità e il contrasto alla violenza di genere.

Il tema del bullismo merita un’attenzione programmatica speciale. I bambini e gli adolescenti, maschi e femmine, a scuola e fuori della scuola, sono costantemente bersagli dei bulli, e fra di loro esiste lo stesso comportamento deviante che neanche la sociologia riesce a descrivere. Quindi non si tratta solo di propaganda o di una possibile fuoriuscita dalla problematica con azioni educative e di sensibilizzazione; il problema è talmente pressante che bisogna adottare misure di monitoraggio attraverso l’ascolto e l’intervista sui temi promettendo alle vittime protezione reale dalle aggressioni e di difesa puramente fisica sull'incolumità anche psicologica dei soggetti a rischio, richiedendo anche la vigilanza delle forze dell'ordine per arginare i tentativi di aggressione e di sopruso continuati.

La città di Quartu sta invecchiando: abbiamo bisogno di un progetto di sostegno alla terza età, che vada da una maggiore attenzione alle strutture che si occupano di assistenza agli anziani, all’incremento e al sostegno di percorsi formativi come quelli portati avanti dall’Università della terza età ed Enti del terzo settore.

Una grande città guarda all’accoglienza dello straniero come forza di inclusione: la nostra amministrazione promuove forme di conoscenza e scambio tra culture e si occupa di progettare con le associazioni preposte a questo ruolo, iniziative per l’inserimento lavorativo e culturale dei migranti.

Pari opportunità e democrazia paritaria dovranno contraddistinguere ogni azione dell’amministrazione.

Il terzo settore quartese ha necessità di essere sostenuto e finanziato poiché, in diversi campi, rappresenta una opportunità per l’ampia gamma di servizi offerti per la collettività.

Negli ultimi decenni le politiche di rigore finanziario hanno progressivamente ridotto il sistema di welfare.I Servizi sociali del nostro Comune oggi manifestano una situazione di grave inadeguatezza per rispondere ai nuovi e crescenti bisogni di ampie fasce della popolazione in condizioni di marginalità e vulnerabilità. Il settore ha necessità di essere potenziato per far fronte agli adempimenti puntuali con la massima urgenza ed efficacia dettata dall’emergenza. Gli uffici vanno rafforzati per restituire ai servizi sociali la capacità di lettura e visione complessiva dei bisogni del contesto locale e per l’intervento a sostegno delle famiglie e dei minori in difficoltà e non impegnati esclusivamente in adempimenti amministrativi. Nello specifico, i Servizi sociali del Comune garantiranno un Servizio educativo territoriale per rispondere al disagio psico-sociale, attraverso il sostegno al minore e al suo contesto di vita con l’utilizzo di risorse, metodi e strumenti tali da poter prevenire e riparare dinamiche relazionali alterate che sono fonte primaria di rischio sociale. I destinatari del servizio sono i minori e i rispettivi sistemi familiari che vivono in situazioni di rischio tali da favorire l’insorgenza di problematiche quali l’emarginazione e/o la devianza o situazioni di consolidato disagio. Inoltre, Servizi Sociali del Comune verranno potenziati con il Servizio di Tutoraggio Sociale per dare risposta alla necessità di aiuto psico-socioeducativo in favore dei singoli adulti in condizioni di fragilità, disagio e emarginazione, che abbiano bisogno di inclusione sociale e lavorativa. Tale Servizio collaborerà con il Centro per l’Impiego di Quartu Sant’Elena allo scopo di offrire una via preferenziale ai soggetti socialmente svantaggiati nella ricerca del lavoro e l’inserimento in progetti di tirocinio atipico ad essi dedicati.
Al fine di sostenere le famiglie in questo momento difficile, e alla luce dell’importanza di esperienze educative extra-familiari precoci per il benessere e lo sviluppo dei bambini e per contrastare le disuguaglianze che li distinguono sin dalla nascita, proponiamo di rendere gratuiti i nidi pubblici e privati, o comunque ridurne fortemente il costo (ad esempio limitandolo al solo pasto, come avviene nelle scuole materne e dell’obbligo) attraverso stanziamenti straordinari.
Le istituzioni pubbliche da sole non sono in grado di affrontare il grande sforzo che la situazione richiede, senza il coinvolgimento delle reti di solidarietà presenti a livello comunitario. Diventa pertanto strategico valorizzare i processi di collaborazione tra pubblico e privato sociale a livello territoriale. La collaborazione si costruisce giorno per giorno nelle pratiche a partire da unità minime di territorio luogo di incontro della generosità delle persone, dell’azione del volontariato di ispirazione laica e religiosa e delle Parrocchie con la rilevazione dei bisogni. Il welfare del territorio è fondamentale per la garanzia dei diritti, a partire da quelli dei minori e delle persone più vulnerabili, e per la tenuta della coesione sociale. Occorre pertanto valorizzare i soggetti del terzo settore per la loro competenza di attori territoriali e reinserirli con piena dignità nella strategia di costruzione di politiche pubbliche nel nostro territorio, rendendo praticabili prospettive collaborative di co-programmazione prima ancora che di co-progettazione. L’obiettivo è quello di rendere strutturali le sinergie con gli attori sociali territoriali per superare l’emergenza e andare oltre.

La nostra amministrazione ritiene fondamentale la promozione di una coesistenza di cittadini nella quale i valori democratici di solidarietà, tolleranza, conoscenza reciproca e rispetto per la diversità sono valori primari e che ispira il ripudio per qualsiasi tipo di razzismo e xenofobia. Cittadinanza attiva, impegno democratico e impegno per la diversità dovranno essere incoraggiati. A questo scopo, il Comune deve lavorare con tanti soggetti (reti della società civile, associazioni, organizzazioni e individui attivi) per lo sviluppo e l’attivazione di strategie per una diversità rispettosa e contro le tendenze di estrema destra, xenofobiche, omofobiche, sessiste, anti-democratiche e razziste.

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